CC&A vince per Alpitel al Consiglio di Stato contro AGCM

08 january 2020

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato  dallo studio CC&A per conto della nostra assistita Alpitel volto a ottenere l’annullamento del provvedimento con cui l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) aveva comminato a tutte le società coinvolte sanzioni per oltre 30 milioni di Euro per un’intesa per oggetto consistente nel coordinamento delle offerte sottoposte a Wind e Fastweb in risposta a delle richieste di quotazione dei servizi di manutenzione sulla rete Telecom Italia.

In sede di appello al Consiglio di Stato, è stato ribadito quanto già espresso nel corso dell’istruttoria antitrust, ossia che la mancata liberalizzazione del mercato dei servizi di manutenzione – e dunque l’impossibilità per le imprese di rete di erogare tali servizi direttamente in favore di Wind e Fastweb - era incompatibile con l’accertamento di un’intesa per oggetto. Secondo quanto prospettato dalle ricorrenti le condotte sanzionate dall’AGCM si innestavano in un mercato non aperto alla concorrenza e pertanto non erano idonee ad alterare le dinamiche competitive.

 Condividendo tali argomentazioni, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso evidenziando che le richieste di quotazione di Wind e di Fastweb erano improcedibili poiché avevano ad oggetto un mercato non liberalizzato. Ha così annullato il provvedimento dell’AGCM ritenendo che il presunto coordinamento rilevato dall’AGCM non integri un illecito antitrust.

 La sentenza è particolarmente rilevante nel panorama del diritto antitrust italiano poiché, dopo anni di dibattito, ribadisce quanto già stabilito dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ossia l’obbligo delle Autorità di concorrenza di non trincerarsi dietro il concetto di intesa per oggetto quando il contesto di riferimento richiede di verificare nel dettaglio se le condotte oggetto di indagine sono effettivamente in grado di alterare le dinamiche competitive.

 

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