È possibile una class action italiana contro Facebook?

20 marzo 2018

 

È fatto di cronaca di questi giorni che secondo lo studio di Cambridge Analytica sono stati violatici i dati personali di circa 50 milioni di utenti di Facebook. Il titolo della società è subito crollato in borsa e Mr Zuckerberg ancora non ha rilasciato dichiarazioni, al momento in cui si scrive.

L’unione Europea ancora non si è ancora mossa, anche se ha lasciato trapelare la necesità di avvire indagini sulla vicenda; l’Italia, dato anche il momento politico, ancora non ha preso posizione, ed il Garante privacy al momento tace.

La situazione però è estremamente grave e le norme che tutelano gli utenti italiani va ricordato che ci sono.

Non può passare sotto silenzio la gravissima violazione dei diritti costituzionali riconosciuti dai nostri cittadini  a solo ed esclusivo vantaggio di un OTT di tale grandezza che con la profilazione e la violazione dei dati personali trattati ha costruito un impero, violando in tranquillità ogni tutela e diritto riconosciuto dal nostro ordinamento.

 A giudizio della scrivente non è escluso la sussistenza delle condizioni per una class action, ai sensi del codice del consumo, per la formulazione della domanda risarcitoria avanti al giudice ordinario italiano per le gravi lesioni del diritto individuale di ciascun soggetto singolarmente identificato, ove sia confermata il data breach anche nei confronti di utenti residenti in italia.

Avv. Silvia Giampaolo

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